Come si leggono i tarocchi?

Possiamo identificare 3 macro categorie di lettura:

  • quella tradizionale anche detta CARTOMANZIA che legge i tarocchi in modo fatalistico, analizzando soprattutto gli avvenimenti nel tempo: ciò che è stato, il tempo presente e quello che con buona probabilità si sta sviluppando nel prossimo futuro, un po’ come il meteo, e proprio come nelle previsioni del tempo i tarocchi sul breve periodo possono prevedere bene ciò che accadrà. In questo caso il consultante è passivo, si limita a sapere cosa gli aspetta, le scelte saranno solo quelle in preparazione, un po’ come quando si guarda il meteo per scegliere se andare in montagna o meno. L’effetto è per lo più sedativo.
  • quella letterale-archetipica che individua un significato preciso per ogni arcano e che seguendo la sequenza che esce ne traduce un codice ed è detta TAROLOGIA. Uno dei più conosciuti interpreti di questo stile di lettura è Alejandro Jodorowsky che stravolge completamente il punto di vista della lettura basandola sul significato che l’archetipo svela del motivo inconscio di ciò che ci sta accadendo, conferendo al consultante la piena responsabilità della propria Vita, ma offrendogli anche una grande possibilità di azione, attraverso il lavoro su se stesso.
  • Infine quella che si affida per metà al significato archetipico e per metà al significato analogico che si spinge a leggere sia come la Coscienza Collettiva e la Coscienza Collettivo-familiare sta influenzando gli eventi, sia come l’inconscio del Consultante sta reagendo a queste influenze. Questo sistema si chiama TAROLOGIA EVOLUTIVA e richiede un maggiore impegno nell’impararlo ma offre anche una visione d’insieme molto più dettagliata, dove si contempla anche ciò che non possiamo cambiare e che quindi può essere solo accettato, offrendo però la visione su quale limite la nostra Anima vuole superare. In questo caso si legge sia la parte fatalistica degli eventi, che quella inconscia permettendo al consultante di scegliere in funzione di tutte le informazioni, sia quelle che può governare che quelle che non può modificare. Il fine è sempre quello del lavoro su di sè e della responsabilità sulla propria vita, solo un po’ meno positivista e più oggettivo.

Come il grande statista Gurdjeff indicava, la nostra libertà si trova in quel sottilissimo spazio tra luce e ombra, tra la maschera e il vero sè. Non ha senso immaginare che le cose siano diverse da come sono. Vanno accettate per ciò che sono, ricordandoci però che noi possiamo scegliere come viverle e a che livello possiamo portare la nostra coscienza.

La realtà è che tutti i tre sistemi di lettura sono validi, si differenziano fondamentalmente per il grado di coscienza di chi li usa e chi li riceve. Chi sa usare il sistema più complesso, può segliere quale usare indifferentemente; a volte, ho scoperto con l’esperienza, è meglio cominciare con la cartomanzia e allenare pian piano la persona ad un nuovo tipo di mentalità. Non tutti sono in grado di farsi delle domande e non tutti sono pronti ad assumersi la responsabilità della propria vita, ma tutti hanno possibilità di crecere. Il bravo consulente sa usare gli strumenti focalizzando l’attenzione sui bisogni del consultante e non sul dimostrare la propria bravura. Si possono anche usare le credenze e il fatto che le persone temono il “responso” per portarli pian piano a conoscere il proprio potere personale nella propria esistenza. Il grande rischio è che si arrivi alla manipolazione, ma la manipolazione è figlia del bisogno di setire di avere potere sugli altri, chi ha bisogno di avere potere sugli altri è colui che si vergogna di sè stesso e della pochezza che sente di rappresentare, naconde una grande ferita di mancato riconoscimento.  Ecco perchè il consulente deve avere prima fatto un lungo lavoro su di sè.

Per sviluppare queste capacità è quindi necessario essere in un buono stato di presenza. Lo stato di presenza non si improvvisa e non si ottiene con un’iniziazione o un rito, si ottiene con l’allenamento.

Per questo noi della  dedichiamo interi workshop allo scopo di insegnare tecniche di allenamento dello stato di presenza. Ho visto molte persone che sapevano tutto sui tarocchi fare danni, perchè non in un sufficiente stato di presenza.

Per noi la lettura dei tarocchi è un’enorme responsabilità, le parole possono indurre le persone a prendere decisioni anche drastiche, dobbiamo sapere bene quello che stiamo facendo e come farlo.

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